|
|
|
Prodotti
|
 |
|
I
prodotti SLAM sono stati definiti sulla base sia dei requisiti
indicati nella legislazione Italiana e Svizzera che delle
richieste degli utenti coinvolti nel progetto. I prodotti sono
stati sviluppati tenendo conto delle metodologie in uso presso gli
enti attuatori preposti alla gestione del rischio idrogeologico,
allo scopo di favorire la loro integrazione nelle procedure
attualmente impiegate nel monitoraggio delle frane.
Le
tabelle che seguono riassumono le specifiche dei prodotti e dei
servizi SLAM come definite dagli utenti coinvolti nel progetto.
|
Utente:
Autorità di Bacino del Fiume Arno e Regione
Campania-PODIS
|
|
Descrizione
prodotto
|
Frequenza
di aggiornamento |
Scala
Spaziale |
Risoluzione
Spaziale |
Accuratezza
(Verticale%) |
Formato
richiesto |
|
Mappatura
degli eventi franosi: identificazione
di aree instabili non note; aggiornamento delle informazioni
sulla distribuzione e lo stato di attività delle frane;
valutazione di intensità o pericolo.
|
Stagionale
|
1:25,000
|
20 m per
posizione geografica
|
1 cm per
movimento
|
GIS
Compatibile
|
|
Monitoraggio
degli spostamenti degli eventi franosi: servizio
per monitorare la velocità di deformazione superficiale e
per valutare le dimensioni e l'evoluzione temporale.
|
Stagionale
|
1:2,000 -
1:10,000
|
5 m per
posizione geografica
|
ordine del mm
per movimento
|
GIS
Compatibile
|
|
Mappatura
della suscettibilità di frana: integrazione
di informazioni sinottiche derivate dalle tecniche di
Telerilevamento nel processo di mappatura dell'hazard.
|
Ogni
4 anni
|
1:25,000
|
20 m per
posizione geografica
|
--
|
GIS
Compatibile
|
|
Utente: Autorità
Cantonali Svizzere
|
|
Descrizione
prodotto
|
Frequenza
di aggiornamento
|
Scala
Spaziale
|
Risoluzione
Spaziale
|
Accuratezza
(Verticale%)
|
Formato
richiesto
|
|
Mappatura
degli eventi franosi: produzione
delle mappe di inventario delle frane su tutta l'area test,
con indicazione sull'attività delle aree in movimento.
|
dipende
dal sito (generalmente annuale)
|
1:10,000 –
1:50,000
|
da 20 a 40 m
|
Accettabile:
2 cm
|
GIS
compatibile (Arcview shapefile) e carte
|
|
Monitoraggio
degli spostamenti degli eventi franosi: velocità
di spostamento su diversi intervalli di tempo su una data
area di interesse.
|
dipende dal
sito, tipicamente stagionale
|
1:3,000 –
1:10,000
|
da 3 a 10 m
|
sub-
centimetrica
|
GIS
compatibile (Arcview shapefile)
|
|
Mappatura
della suscettibilità di frana: mappe
dell'hazard estesa oltre i limiti delle aree abitate. questo
consentirebbe una migliore conoscenza del territorio sotto
giurisdizione.
|
ogni 3 anni
|
1:5,000 –
1:10,000
|
10 m
|
--
|
GIS
compatibile (Arcview shapefile)
|
|
|
Mappatura
degli eventi franosi
|
 |
|
La
Mappatura degli eventi franosi identifica le aree interessate da
movimenti franosi nell’ambito di interi bacini idrografici o di
porzioni rilevanti di essi, è quindi un prodotto su larga scala.
Questo prodotto consente l’aggiornamento degli inventari delle
frane ed è di supporto per la pianificazione degli interventi
strutturali.
La
Mappatura degli eventi franosi rappresenta una mappa di inventario
delle frane con caratteristiche che derivano dalle richieste degli
utenti finali. In questo prodotto viene riportata la distribuzione
spaziale delle frane, la tipologia, la descrizione del loro stato
di attività ed altre informazioni che derivano sia dall'uso dei
dati telerilevati che dei dati acquisiti con metodologie tradizionali.
I
dati di input utilizzati sono:
-
le
informazioni ottenute dall'analisi interferometrica (Permanent
Scatterers Technique per i siti test Italiani ed
Interfeometric Point Target Analysis per i siti test
Svizzeri);
-
le
immagini ottiche ad alta risoluzione, acquisite da SPOT5;
-
foto
aeree;
-
mappe
di inventario già esistenti;
-
DEM
ad elevata accuratezza;
-
carte
topografiche.
L'integrazione
delle informazioni provenienti dall'analisi interferometrica e
dagli inventari delle frane forniti dagli utenti è stata eseguita
in ambiente GIS. Il primo passo consiste nella sovrapposizione dei
risultati dell'analisi interferometrica sull'insieme dei dati
fornito dall'utente (cioè: poligoni delle frane, layer dei
lineamenti geologici e mappe topografiche). L'analisi di
conformità dei due dataset, in termini di distribuzione e stato
di attività delle frane, permette di identificare possibili
discrepanze. Queste possono essere analizzate mediante
l'interpretazione delle immagini SPOT5 integrate su un DEM ad
elevata accuratezza, o dall'analisi di foto aeree e misurazioni in
campo.Tale analisi permette di acquisire informazioni sulla
distribuzione delle frane e di individuare dei cambiamenti nei
contorni delle aree interessate dal fenomeno, di identificare
nuove aree instabili con la conseguente creazione dei nuovi
poligoni corrispondenti. Inoltre questa fornisce informazioni
circa lo stato di attività della frana (attivo, dormiente o
inattivo), permettendo di confermare o modificare il contenuto
informativo presente nel database.
In
Italia il servizio è sviluppato sull'intera estensione del bacino
dell'Arno (circa 9000 km2) a per un'area in Provincia
di Benevento in Campania. In Svizzera il servizio è fornito per le zone
orientali del Canton Vallese e del Cantone di Berna.
top
|
|
Monitoraggio
dei movimenti franosi
|
 |
|
Questa
tipologia di prodotto consente di monitorare le aree di interesse
su una scala di maggiore dettaglio. L'obiettivo è di valutare la
velocità di deformazione dell'area interessata dal dissesto,
attraverso il tasso di spostamento di punti individuati in
corrispondenza del corpo franoso. Il prodotto sarà utilizzato per
monitorare le aree classificate ad alto rischio geomorfologico e
valutare l'efficacia degli interventi strutturali effettuati in
queste aree.
Il
prodotto consiste in una carta delle frane in scala
1:10.000 associata ad un report monografico relativo al
fenomeno franoso legato a situazioni di alto rischio. Il report include l'elaborazione
di un modello gelogico dell'area ottenuto dall'integrazione
dei dati di monitoraggio (sia dati in situ che
dati derivati da satellite) con le caratteristiche
geomorfologiche del sito.
Fra i dati
di input impiegati si possono menzionare:
-
output
dell'analisi dei dati SAR (Advanced Permanent Scatterers
Technique by TRE e Interferometyric Pont Target Analysis by
GAMMA R-S);
-
misurazioni
in situ (es. inclinometri, GPS, estensimetri e rilievi
topografici);
-
foto
aeree (monoscopiche e stereoscopiche in scala 1:10.000);
-
Modello
Digitale del Terreno (10m cell size);
-
report
tecnici e database SCAI, AVI, etc.;
-
carte
geologiche e geomorfologiche.
La
realizzazione del prodotto prevede, come primo passo, la raccolta
e lo studio delle informazioni bibliografiche. Lo stadio
successivo consiste nella sovrapposizione in ambiente GIS dei
risultati dell'analisi interferometrica sulla carta geomorfologica in
uso per l'area di interesse. Tale analisi consente
non solo di identificare le zone interessate da
movimento, ma permette anche di definire le aree con tasso di
deformazione differente. Eventuali discrepanze vengono analizzate
attraverso l'interpretazione di foto aeree e rilievi sul campo. Le
misurazioni degli spostamenti, ottenute sia dalle strumentazioni
in-situ e sia dall'impiego della tecnologia SAR, vengono,
dunque, integrate tenendo conto delle caratteristiche
geomorfologiche dell'area. Tale integrazione consente, infine,
di estrarre tutte le informazioni necessarie per la
definizione del modello geologico del fenomeno.
Questa
tipologia di prodotto è testata in Italia per alcuni corpi
franosi presenti nel bacino del fiume Arno e in Campania,
mentre in Svizzera il prodotto è testato su alcuni siti
localizzati nel Cantone di Berna, nel Canton Valais, nel Canton
Ticino e nel Canton Friburgo.
top
|
|
Mappatura
della suscettibilità da frana
|
 |
|
La
Mappatura della suscettibilità da frana classifica l'area
d'interesse in zone a differente pericolosità. Questo prodotto è
realizzato attraverso l'integrazione delle informazioni relative
agli spostamenti millimetrici del terreno fornite dai prodotti su
descritti, e i dati estratti dalle carte tematiche dell'uso del
suolo, delle pendenze, della geomorfologia, etc. Il prodotto
potrà essere di supporto per la pianificazione dell'uso del suolo
e nella valutazione di impatto ambientale.
L'hazard
è una delle componenti che contribuisce alla definizione del
rischio frana, ed è definito come la probabilità che tale
fenomeno si possa verificare in una definita area durante un dato
intervallo di tempo.
La
mappa di hazard che verrà realizzata nel corso del progetto SLAM
per i siti test Italiani consiste in una zonazione dell'area
studiata in cinque differenti livelli di pericolosità valutate
durante l'integrazione delle informazioni derivanti dai dati
acquisiti da satellite con i dati acquisiti con metodologie
tradizionali. Nella tabella seguente è riportata la descrizione
dei cinque livelli di hazard:
|
Livello
|
Descrizione
|
Periodo
di ritorno
|
Probabilità
annuale
|
|
H0
|
Aree prive di
hazard, nelle quali processi geomorfologici e le
caratteristiche fisiche dei suoli non sono favorevoli
all'innesco della frana.
|
-
|
-
|
|
H1
|
Aree con
condizioni geomorfologiche particolarmente sfavorevoli alla
stabilità del pendio, senza indicatori morfologici della
presenza di movimenti franosi.
|
1000
|
0,001
|
|
H2
|
Aree con
condizioni geomorfologiche particolarmente sfavorevoli alla
stabilità del pendio, senza indicatori morfologici della
presenza di movimenti franosi; aree nelle quali sono
presenti frane stabilizzate.
|
100
|
0,01
|
|
H3
|
Aree
nelle quali gli indicatori geomorfologici di instabilità di
versante sono presenti, ed in un periodo a lungo termine è
possibile l'innesco della frana; aree con frane classificate
"dormienti" soggette alla riattivazione a lungo
termine. |
10
|
0,1
|
|
H4
|
Aree
nelle quali sono presenti frane attive; aree con indicazioni
di movimenti incipienti; aree coinvolte dall'espansione di
una frana attiva. |
2
|
0,5
|
I
dati che sono stati utilizzati in input per la realizzazione di
questo prodotto sono:
-
mappatura
degli eventi franosi;
-
monitoraggio
degli spostamenti degli eventi franosi;
-
fattori
di frana quali pendenza, litologia, copertura del suolo,
profilo di curvatura, etc.;
-
report
tecnici e database degli utenti.
In
accordo con i requisiti indicati dall'utente, l'analisi dell'hazard
per il territorio del Bacino del fiume Arno si sviluppa secondo
tre fasi principali:
-
Identificazione
delle aree predisposte al fenomeno franoso :
definizione di unità omogenee di terreno derivanti
dall'intersezione fra i fattori d'instabilità. L'analisi
statistica delle unità e la distribuzione spaziale delle
frane m ediante l'uso di diverse tecniche (es.
multivariate statistics e Neural Network Analysis) permette di
definire i livelli di hazard più bassi, cioè H1, H2 e H3.
-
Analisi
del fattore temporale : riclassificazione delle
frane mappate secondo tre livelli di hazard (H2, H3, H4)
tenendo in conto lo stato di attività indicato nel primo
prodotto, i dati di monitoraggio raccolti nel secondo
prodotto e le informazioni storiche (cataloghi AVI, SCAI
e IFFI). In particolare questa classificazione sarà eseguita
valutando i periodi di ritorno per ciascun movimento. La
classe H4 sarà definita rispetto ad un periodo di ritorno di
2 anni, la classe H3 con riferimento ad un tempo di ritorno di
10 anni e, infine, la H2 con un periodo di ritorno di 100
anni. Tali limiti temporali derivano dall'analisi delle
tipologie di frana maggiormente presenti nel Bacino del
fiume Arno, uno dei principali siti campione del progetto
SLAM.
-
Mappatura
dell'hazard: sovrapposizione delle classificazioni
basate sul fattore temporale e con la zonazione delle aree
predisposte al dissesto. In caso di differenze e
conflitti fra le due classificazioni la prima farà da guida
rispetto a quella finale. La mappa di hazard è rappresentata
dalla conseguente classificazione in 4 classi di hazard con
l'aggiunta della classe H0.
Questa
tipologia di prodotto è realizzata per il Bacino dell'Arno in
Italia.
top
|
|